Cosa vuol dire essere genitori in modo “naturale”?

Provate a pensare come nascono e crescono i bambini oggi.

Solitamente il parto avviene in un ospedale, dove il bambino viene molto presto separato dalla madre per il bagno, i controlli e le visite di routine, toccato da molte altre mani che non sono quelle dei genitori. Oggi molti ospedali caldeggiano la possibilità di tenere con sé i figli giorno e notte (rooming-in), ma solo fino a qualche anno fa i bambini potevano essere lasciati per diverse ore al nido, e, in ogni caso, durante le visite dei parenti non è consentito tenerli con sé.

Se pensate a questa situazione, magari per voi del tutto normale, mamme, potete, in ogni caso, comprendere quanto poco ci sia di “naturale”: i racconti delle nonne, di solo qualche decennio fa, parlano di parti in casa, con una sola ostetrica; era un “fatto sociale”, non era solo la donna che partoriva, ma tutta la “famiglia femminile”, che si stringeva attorno ad essa per offrire aiuto e sostegno.

Oggi questa dimensione è andata per lo più perduta, sia durante il parto vero e proprio, che durante l’accudimento dei neonati: non sono più la nonna o la mamma a mostrare alla neo-mamma come “fare un bagnetto”, “allattare” o “cambiare un pannolino”, ma l’ostetrica o la specialista di turno (e, altrettanto spesso, i genitori tornano a casa col “terrore” del primo bagnetto). Tutte queste figure sono sicuramente utili ed aiutano molto le giovani madri, ma rischiano di farle anche sentire impotenti, incapaci o inqualificate per il loro “ruolo di madri”.

Ricordate, mamme, che ogni donna sa istintivamente come comportarsi con il proprio bimbo, come gestirlo e di cosa abbia bisogno. Gli specialisti aiutano a rafforzare questa fiducia, che, in ogni caso, tutte dovrebbero avere dentro di sé. Una donna che diventa madre è capace di fare la madre, anche se nessuno le ha spiegato come si faccia. Confidate in questo e vi sentirete molto più a vostro agio nel nuovo, difficile, ruolo.

dscn0488Detto questo, esistono molti modi di essere madri, ed è bene che le donne sappiano e siano informate, sulle tantissime opportunità che offre il mondo di oggi, in particolare sul come vivere una gravidanza nel migliore dei modi e come accudire un figlio secondo i propri desideri. Chiaramente, nei vari corsi preparto, soprattutto quelli gestiti dagli ospedali, vengono fornite una serie di informazioni, molto utili, ma che non abbracciano completamente quello che è il vario e vasto mondo dell’accudimento neonatale. Molte mamme potrebbero non venire mai a sapere di tanti oggetti, metodi, strategie, per vivere i primi anni insieme al proprio figlio nella maniera più armonica e serena possibile. Per questo è necessario parlare di maternità naturale e puericultura naturale.

NATURALE richiama l’idea della natura, di ciò che non viene troppo manipolato o raffinato, di un qualcosa che abbia la possibilità di essere, di crescere, di svilupparsi secondo le proprie inclinazioni, con la minor invasività possibile. E la società di oggi, spesso troppo di fretta, spesso troppo impegnata, “dimentica” di spiegare alle mamme TUTTI gli strumenti che sarebbe opportuno conoscere. Fornisce informazioni sulle marche e i modelli di pannolini usa&getta, senza comunicare altrettanto chiaramente che le sostanze assorbenti all’interno non sono il meglio per i bambini, e che esistono pannolini lavabili semplicissimi da utilizzare, molto assorbenti e decisamente “più sani”; fornisce miliardi di informazioni sui passeggini più tecnologici, senza avvertire che esistono altri supporti per spostarsi, notevolmente più economici, naturali e amati dai bambini, quali fasce o mei-tai; sponsorizza una quantità di latte in polvere, ma non rassicura sulla capacità di TUTTE le mamme di allattare i propri figli (ebbene sì, potrebbe essere una verità sconvolgente, ma tutte le madri possono allattare, tutte “hanno il latte”, salvo un 5% affetto da rare e specifiche complicanze); comunica le marche esistenti di omogeneizzati, ma non informa sulla possibilità dello svezzamento naturale; e così via, gli esempi sono moltissimi. E senza un’adeguata conoscenza delle opportunità, non è possibile una scelta consapevole da parte di un genitore.

Per non parlare, poi, delle diverse versioni su gravidanza e allattamento, che vengono fornite da amici e parenti, alcune in aperta contraddizione con i pareri degli specialisti, da “bevi la birra in allattamento, che fa tanto latte”, a “non mangiare assolutamente i cibi piccanti o l’aglio, altrimenti rischi l’aborto” e ogni mamma potrebbe aggiungerne una lista nutrita…

Quindi, come non sentirsi dei genitori inadeguati, in mezzo alle tante, contraddittorie e confusionarie informazioni che i media e la società di oggi ci forniscono abbondantemente ogni giorno? Senza tralasciare i medici o gli specialisti ai quali chiediamo consiglio, che, spesso, danno pareri profondamente diversi gli uni dagli altri….

Ovviamente, circondarsi di ottimi specialisti durante la gravidanza e dopo la nascita dei figli, è una possibilità importante e da non sottovalutare, ma non deve diventare una delega totale al proprio ruolo di madri e padri. Spesso le donne, biologicamente parlando, hanno già una naturale predisposizione all’accudimento e alla comprensione dei figli, più e meglio di quanto non possano fare i medici o gli specialisti. Quindi ogni donna deve riconoscersi madre ed essere pienamente consapevole delle proprie capacità innate, ma anche “coltivabili”, di essere un’ottima madre per il proprio figlio.

Questo è molto importante, perché la nuova vita che nasce, viene “messa al mondo” proprio da una madre, con il sostegno di un padre. E i genitori sono i primi e più fidati conoscitori dei figli. Perciò chiedete consigli e pareri agli specialisti, ma non annullate il vostro, non annullate l’essere genitori, e, quindi, primi responsabili dei vostri piccoli.

Questo vuol dire essere madri e padri in modo NATURALE. Assecondare la nascita e la crescita dei figli accompagnando i processi che permettono il loro sviluppo, senza imbrigliarli in ciò che la società predispone per loro, ma scegliendo consapevolmente, quello che ogni genitore ritiene meno invadente, meno traumatico e, in generale, migliore per i propri figli.

FONTI

Dr.ssa Laura Carissimi (PEDAGOGISTA)

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